Letteratura al Museo

Letteratura al Museo | I luoghi dell’abbandono: appunti di geografia sentimentale

Ci sono luoghi abbandonati che muoiono perché nessuno li racconta più e luoghi abbandonati che non muoiono mai perché vivono nella memoria di chi vi abitava: e da lì continuano a crescere e a produrre storie attraverso i testimoni che in questo modo si riappropriano di quei mondi, di quegli uomini e dei loro destini altrimenti condannati a scomparire nelle pieghe del tempo.
Vito Teti ha intrapreso da tempo una ricerca personale, allo stesso tempo rigorosa e poetica, per raccontare con la tenacia del testimone, la passione dello scrittore e la precisione dell’antropologo i paesi abbandonati di Calabria, ripercorsi col passo lento e misurato del recupero consapevole in ogni loro più densa e nascosta sfumatura: case capanne e grotte, alberi sabbie e pietre, acqua nuvole e vento.
Una ricerca per certi versi simile, di rigore antropologico e passione poetica, è quella che da cinquant’anni porta avanti Peppe Barra unendo la sapienza dell’artigiano, la memoria genetica delle proprie radici e l’estro appassionato dell’artista che si muove da testimone e messaggero tra luoghi musicali abbandonati e indimenticabili.
In occasione dell’incontro Peppe Barra leggerà pagine dal fondamentale Cunto de li cunti di Giambattista Basile, il punto più alto di tutti i racconti della tradizione in dialetto napoletano che rappresenta anche l’imprescindibile humus culturale da cui ancor oggi attingono linfa e ispirazione molti scrittori. Le letture dei brani tratti dalle opere del prof. Teti sono a cura dei ragazzi del laboratorio teatrale del Liceo Classico Tommaso Campanella di Reggio Calabria.

I luoghi dell’abbandono.
Appunti di geografia sentimentale: Vito Teti, professore ordinario di Antropologia culturale dell’Unical, dialoga con Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese.
Con la partecipazione straordinaria di Peppe Barra.