Paisi

Un viaggio tra le suggestioni dei luoghi della Calabria colti nella loro quotidianità, semplice e complessa al contempo, ma sempre dal sapore antico. Questa l’essenza della mostra “Paisi” del fotografo vibonese, adesso residente a Milano, Gianfranco Ferraro. Un’esposizione concepita per la prima edizione del Bergamotto Art Festival, curata da Sandro Iovine, direttore di FP Magazine, e allestita per la prima volta a Reggio Calabria nella Galleria di palazzo San Giorgio, sede dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, in occasione dell’apertura del festival, lunedì 27 agosto 2018. La mostra resterà visitabile, con ingresso libero, fino a domenica 2 settembre 2018, giornata conclusiva del festival. Essa sarà arricchita dalle musiche originali di Paolo Del Vecchio in sottofondo e dalle suggestioni olfattive delle piante di agrumi, rosmarino, salvia, ulivo.

“Paisi” è un garbato invito ad una passeggiata tra i borghi calabresi con in sottofondo le musiche originali di Paolo Del Vecchio. L’ispirazione di questo progetto originale assomiglia ad una brezza leggera che soffia sopra la vita, fermandone tutta la profondità custodita da volti e luoghi straordinariamente segnati dal tempo, da mestieri che quel tempo ancora lo sfidano e da tradizioni popolari che, con la preziosa complicità dei secoli, hanno, e avranno sempre, molto da rivelare sulle radici di un popolo.

Gianfranco Ferraro ha intessuto un racconto per immagini che, come lui stesso ha descritto, “con un filo di interiorità coglie qualcosa di universale e lo porta alla luce per tutti. Nessuna aspirazione all’immagine del secolo, nessuno prerogativa di denuncia politica, solo la leggerezza di uno sguardo libero e pieno dentro la vita che scorre a modo suo, in ogni luogo e in ogni momento attraverso i volti, i gesti quotidiani del lavoro, i paesaggi, le tradizioni popolari che da secoli vengono tramandate”, ha sottolineato Gianfranco Ferraro.

E’ come sbirciate tra le pagine di un album di famiglia, ammirare per esempio il ritratto del carbonaio di Serra San Bruno; è come attraversare rispettosamente il silenzio e accettare un gentile invito ad entrare, aggirarsi tra ciò che resta delle case di Roghudi, paese fantasma capace di un’ospitalità straordinaria.

Le suggestioni non finiscono.

A Gallicianò una donna panifica avvolgendo il pane appena uscito dal forno nella coperta di lana sul letto. Un rituale prezioso e antico compiuto come fosse il gesto più semplice e moderno, al pari del rientro a casa del pecoraio dopo una giornata di fatica e di lavoro ad Altomonte e del fermento e popolare della tradizione e di riti di Nocera Terinese, della spensieratezza dei ragazzi che giocano all’aperto a Tropea o della partita con le carte napoletane a Pizzoni.

Una finestra sui luoghi e sulle storie vissute anche a Pizzo, Staiti, Riace, Africo Antico, Sant’Elia e tanti altri luoghi calabresi fermati dalla sguardo di Gianfranco Ferraro che vive tra Vibo Valentia e Milano e che all’attivo progetti significativi del calibro del documentario dedicato alla storia di Riace e del suo primo cittadino Mimmo Lucano, dal titolo “Signor Sindaco e la città Futura”, presentato presso la Fondazione Francesco Messina a Milano, ospitato all’interno di Gangcity alla 15^Biennale di Architettura di Venezia, proiettato al Festival della Fotografia Etica, al BìFoto Fest e all‘Istituto Italiano di Cultura di Vienna e inserito tra le 118 opere finaliste, selezionate tra 2300, al festival Cinema Ambiente di Torino. Il tema dell’accoglienza è anche al centro del cortometraggio “Numeruomini” realizzato per Cesvi,  con il sostegno di Brembo S.p.A. per il progetto “SOSteniamoci”. Insignito della menzione speciale alla 58ª edizione dei Globi d’Oro, il premio cinematografico assegnato ogni anno dai giornalisti della Stampa Estera in Italia, il lavoro è dedicato ai giovani migranti giunti i Italia e al loro percorso di integrazione.

Gianfranco Ferraro